Alessandro Prandi
Racconto storie. Esploro comunità e territori

Racconti
Da questa pagina hai accesso a tutti racconti brevi che ho pubblicato su riviste, blog letterari o in antologie.
Buona lettura.
Se hai voglia di dirmi cosa ne pensi, scrivimi.
NERO GRAFITE
Un dormiveglia agitato per tutta la notte. Un via vai di gambe nervose sotto il lenzuolo. Ha provato a chiudere gli occhi, a contare i secondi fra un’auto e l’altra, a inventarsi storie in cui le cose andavano diversamente.
Pubblicato su RaccontiCon | Maggio 2024
> leggi
ODIO, CHE ABITI IN ME
Non sono le cose che il tempo porta via ad essere importanti, ma quelle che ci lascia. Sconfitte, rancori, bugie. E odio. Un odio che Gabriela non può dire, un odio che non conviene dire, che non può dire neanche a lui.
Pubblicato nella Raccolta Éclair Noir – Dora Nera | Novembre 2024
LE TERMINAZIONI
Opportunismo e nessun senso morale. Siamo perfetti per questo autunno largo e inoltrato che si stende su di loro. Loro, il ceppo umano. Nella nuova versione hanno eliminato le abitudini più fastidiose, tipo rifarmi le unghie sugli spigoli degli armadi.
Pubblicato su Crack Rivista | Dicembre 2024
GIRO DI VITE
Chi scende da treno e cerca un corridoio di colore ciliegia. Chi finisce il turno di notte ma non è mai smontato per davvero. Chi si perde uno scaffale blu. Chi si riconosce ma non vorrebbe. Chi porta scarpe a forma di pesce.
Pubblicato nella Raccolta Éclair Noir – Dora Nera | Novembre 2024
JULES E SIGNORA
Il posto è questo, non mi serve controllare il numero civico. Lo conosco come si sa di una strada che non si è mai percorsa ma di cui la mappa è incisa nella memoria. L’appartamento è al terzo piano. Sei atteso. Lui non ci sarà. Suono.
Pubblicato su RaccontiCon | Febbraio 2025
IL PERDONO DELLA TERRA
Una goccia cade dove la pioggia ha previsto. Non si sfugge. È un’ineluttabile forza di gravità che attrae i fatti proprio lì, nel punto esatto in cui è fatalità che succedano. Ogni goccia cade esattamente dove deve. Sempre.
Pubblicato su Enne2 | Maggio 2025
UN FILO DI TEMPO
Freddo, tuoni lontani e un acquazzone in arrivo. Notte. Scenario perfetto, considerata la situazione. La cenere si stacca dal mozzicone, ondeggia per un istante e svanisce nel vento che spazza il marciapiede.
Pubblicato su Crack Rivista | Luglio 2025
> leggi
ONANISMO Y MUERTE
Cos'è un funerale? Costernazione indotta, una lacrima da consolare, il ripasso della Via Crucis stazione per stazione. È tutto lì. Se è il tuo, di funerale, il discorso cambia.
Pubblicato su Topsy Kreets | Novembre 2025
DIMENTICATI IN ORDINE SPARSO
Ogni mattina, alle sei in punto, Emilio si sveglia. Dopo un paio d’ore, con ancora addosso l’odore del caffè e l’idea che tutto questo silenzio potrebbe contenere il mondo intero, lascia il suo il suo appartamento al terzo piano di una palazzina anni Sessanta.
Pubblicato nella Raccolta Éclair Noir – 1° Premio Dora Nera Racconti | Novembre 2025
CAFÈ VAUDOIS
I luoghi dove è vissuto si portano dietro un carico di nostalgia. Tiene traccia dei percorsi verso le sue dimore provvisorie, come se un giorno dovesse tornare. Non succederà, ma lo fa lo stesso. Abitudine, vizio, desiderio.
1° classificato Premio "Isa Guastalla" | Parma, febbraio 2026
DOVE FINISCONO I FIORI
La luce dei lampioni di via Madama Cristina si riflette sui binari appena lucidi del tram. Lucia attraversa le strisce pedonali sotto una pioggia leggera. È quel genere di pioggia che non bagna subito, ma dopo un po’ la fa sentire stupida.
Pubblicato su Albori | Febbraio 2026
NERO GRAFITE
Un dormiveglia agitato per tutta la notte. Un via vai di gambe nervose sotto il lenzuolo. Ha provato a chiudere gli occhi, a contare i secondi fra un’auto e l’altra, a inventarsi storie in cui le cose andavano diversamente.
ODIO, CHE ABITI IN ME
Non sono le cose che il tempo porta via ad essere importanti, ma quelle che ci lascia. Sconfitte, rancori, bugie. E odio. Un odio che Gabriela non può dire, un odio che non conviene dire, che non può dire neanche a lui.
LE TERMINAZIONI
Opportunismo e nessun senso morale. Siamo perfetti per questo autunno largo e inoltrato che si stende su di loro. Loro, il ceppo umano. Nella nuova versione hanno eliminato le abitudini più fastidiose, tipo rifarmi le unghie sugli spigoli degli armadi.
GIRO DI VITE
Chi scende da treno e cerca un corridoio di colore ciliegia. Chi finisce il turno di notte ma non è mai smontato per davvero. Chi si perde uno scaffale blu. Chi si riconosce ma non vorrebbe. Chi porta scarpe a forma di pesce.
JULES E SIGNORA
Il posto è questo, non mi serve controllare il numero civico. Lo conosco come si sa di una strada che non si è mai percorsa ma di cui la mappa è incisa nella memoria. L’appartamento è al terzo piano. Sei atteso. Lui non ci sarà. Suono.
IL PERDONO DELLA TERRA
Una goccia cade dove la pioggia ha previsto. Non si sfugge. È un’ineluttabile forza di gravità che attrae i fatti proprio lì, nel punto esatto in cui è fatalità che succedano. Ogni goccia cade esattamente dove deve. Sempre.
UN FILO DI TEMPO
Freddo, tuoni lontani e un acquazzone in arrivo. Notte. Scenario perfetto, considerata la situazione. La cenere si stacca dal mozzicone, ondeggia per un istante e svanisce nel vento che spazza il marciapiede.
ONANISMO Y MUERTE
Cos'è un funerale? Costernazione indotta, una lacrima da consolare, il ripasso della Via Crucis stazione per stazione. È tutto lì. Se è il tuo, di funerale, il discorso cambia.
DIMENTICATI IN ORDINE SPARSO
Ogni mattina, alle sei in punto, Emilio si sveglia. Dopo un paio d’ore, con ancora addosso l’odore del caffè e l’idea che tutto questo silenzio potrebbe contenere il mondo intero, lascia il suo il suo appartamento al terzo piano di una palazzina anni Sessanta.
CAFÈ VAUDOIS
I luoghi dove è vissuto si portano dietro un carico di nostalgia. Tiene traccia dei percorsi verso le sue dimore provvisorie, come se un giorno dovesse tornare. Non succederà, ma lo fa lo stesso. Abitudine, vizio, desiderio.
DOVE FINISCONO I FIORI
La luce dei lampioni di via Madama Cristina si riflette sui binari appena lucidi del tram. Lucia attraversa le strisce pedonali sotto una pioggia leggera. È quel genere di pioggia che non bagna subito, ma dopo un po’ la fa sentire stupida.